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Come nasce FEM Learning Hub: la nostra intervista a Storytime

Siamo state ospiti di Storytime: cosa ci ha portato ad aprire la scuola e cosa significa per noi l'apprendimento dinamico
9 September 2026 by
Come nasce FEM Learning Hub: la nostra intervista a Storytime
FEM LEARNING HUB SRL

La nostra Intervista

Ci hanno invitate a raccontarci, e abbiamo detto di sì con piacere.

Siamo state ospiti di Storytime, dove Martina ci ha fatto le domande che di solito non c'è tempo di affrontare tra una lezione e l'altra: come è nata l'idea di FeM, perché abbiamo scelto di aprire una scuola di lingue proprio qui a Cava de' Tirreni, e cosa intendiamo davvero quando diciamo che il nostro è un approccio personalizzato.

È venuta fuori una chiacchierata che parte da lontano, da Brighton, dove ci siamo conosciute per caso scoprendo poi di esserci laureate allo stesso indirizzo all'Orientale di Napoli, e arriva a com'è fatta oggi una giornata nella nostra scuola: i bambini di tre anni del Baby English, il nostro studente di settant'anni, i laboratori del sabato, e sì, anche la burocrazia italiana.

Se volete conoscerci meglio prima di venirci a trovare, questo è il posto giusto da cui partire. Qui sotto trovate l'intervista completa:

Guarda l'intervista completa → L'intervista completa qui

Martina — Amiche ed amici di Storytime, benvenuti in questo nuovo appuntamento. Io sono Martina e oggi ho il grande piacere di presentare ai nostri microfoni Maria Laura Duma e Federica Raimondi, che ci parleranno di FEM Learning Hub. Benvenute, ragazze.

Federica — Grazie Martina, grazie per l'opportunità.

Martina — Grazie a voi per aver accettato il nostro invito. Direi di iniziare subito: entriamo dietro le quinte di questo fantastico mondo. Raccontateci la storia che vi porta a coltivare FEM Learning Hub. Come nasce?

Federica — Nasce da una visione comune: creare qualcosa di diverso da ciò che c'era sul mercato. La nostra è una piccola scuola di lingue, principalmente inglese ma non solo, che offre un approccio dinamico e più personalizzato all'apprendimento delle lingue.

Maria Laura — Noi siamo amiche di vecchia data, ci siamo conosciute in Inghilterra, abbiamo vissuto a Brighton per molti anni. E dopo esserci conosciute abbiamo scoperto che in realtà ci eravamo laureate allo stesso indirizzo, all'Università L'Orientale di Napoli, all'indirizzo di Plurilinguismo e Multiculturalità. Quindi in realtà ci conoscevamo già, ma non lo sapevamo. Caso vuole che ci siamo incontrate su un gruppo di italiani a Brighton, dove ci si scambiavano e si vendevano cose tra persone che si erano trasferite da poco, e abbiamo scoperto di avere anche amici in comune. A Brighton abbiamo avuto modo di approfondire la nostra conoscenza.

Siamo anche molto complementari. Io sono la responsabile degli early years, qualificata al college di Brighton con un insegnamento specifico sul metodo EYFS inglese, che va dai 6 mesi ai 6 anni: quindi tutta la parte di Young Learners.

Federica — Io ho una certificazione CELTA, quindi per l'insegnamento dell'inglese agli adulti, e poi a Brighton ho conseguito un master in hospitality management, che mi aiuta nella parte un po' più burocratica e manageriale della scuola. Come diceva Maria Laura, noi siamo complementari, ci completiamo: Maria Laura è l'aspetto più creativo e pratico, crafty, originale, e per fortuna c'è qualcuno che la tiene anche un po' con i piedi a terra. Io sono un po' quella più razionale.

Martina — Un binomio indissolubile, le vostre personalità. E invece potete raccontarci qualcosa sulla filosofia educativa che guida la vostra scuola?

Maria Laura — Sicuramente l'idea è, come accennava Federica, creare qualcosa di nuovo, giovanile: un hub, un learning center in cui sia possibile fare comunità e creare un ambiente rilassato e divertente, dove l'inglese non venga vissuto solamente come una cosa tediosa da apprendere, perché ovviamente al giorno d'oggi è necessario, indubbiamente, per qualsiasi fascia d'età, ma anche come un ambiente simpatico.

Abbiamo dedicato moltissimo tempo e studio anche agli interni dell'ambiente: colorato, giovanile e accogliente. A gestione familiare, quindi piccoli gruppi. Facciamo un po' tutto, siamo anche insegnanti della scuola. Ci tenevamo a rendere un ambiente dove fosse possibile passare del tempo piacevole, sia per i bambini che per gli adulti, e appunto creare un hub che desse un senso di comunità alle persone che venissero a trovarci. Rispecchiare meno il concetto della classica scuola di inglese.

E poi la curiosità carina è che partiamo con il Baby English, i corsi dai 3 anni, mentre il nostro studente più grande, che svolge corsi individuali, proprio perché è una persona molto dinamica, ancora curiosa e willing to learn, ha 70 anni. Quindi copriamo veramente una vastissima fetta di utenza.

Martina — E a tal proposito vi chiedo: come adattate i corsi alle varie fasce d'età, alle varie esigenze?

Federica — Come anticipava Maria Laura, i nostri corsi partono dai 3 anni in su. Abbiamo la prima fascia, il Baby English, dai 3 ai 5 anni. Poi passiamo ai ragazzini dai 6 agli 8 anni, dagli 8 ai 10, i teenagers, gli adulti e oltre, quindi fino a 70 anni.

Ovviamente ogni percorso è personalizzato. Si parte dal corso Baby English con i bambini, che è molto pratico e dinamico; poi ci sono i corsi più canonici Cambridge, però sempre col nostro approccio, quindi dinamico, flessibile e personalizzato. E poi i corsi per gli adulti, che hanno una finalità non soltanto di certificazione Cambridge, ma anche di aiuto sul campo lavorativo: seguiamo la preparazione ai colloqui di lavoro, o per chi si vuole sentire più confident durante un meeting di lavoro, o per un imminente trasloco in una città straniera, quindi per una nuova avventura.

Maria Laura — Comunque è tutto centrato sullo studente. In particolare, anche con i bimbi c'è il child centered approach: utilizziamo vari escamotage per farli divertire e per riuscire, letteralmente, a bombardarli con la lingua inglese senza che ne sentano la pressione. Quindi con giochi, canzoncine, un po' di aiuto visivo e quant'altro. Si svolgono in realtà le classiche attività che si svolgerebbero in una scuola italiana, perché procediamo per macrotematiche nel corso dell'anno, però il tutto in inglese, spronandoli a parlare in inglese con giochi in inglese e anche con le action songs, che aiutano ad associare il gesto alla parolina.

Martina — Una tipologia di apprendimento molto stimolante anche per i bambini, potremmo dire. E a tal proposito abbiamo menzionato le differenti necessità dei vostri clienti, che si rivolgono a voi magari per apprendere la lingua: c'è chi si vuole sentire un po' più confident in una vacanza, chi deve sostenere un colloquio di lavoro. Insomma, le necessità sono diverse. E allora la mia domanda: c'è una strategia universale che applicate indipendentemente dal tipo di necessità, oppure quali sono in generale le strategie principali che usate per coinvolgere gli studenti?

Federica — È un approccio molto personale. Noi conosciamo lo studente prima che inizi la sua prima lezione di lingua: gli facciamo fare un entry test per valutare il livello, e facciamo una breve intervista, un colloquio, per capire le necessità e le finalità del corso. Che possono variare dall'ottenere una certificazione Cambridge al semplicemente, tra virgolette, fare una ripassata, dare una rispolverata alla lingua per motivi di lavoro o di viaggio. Poi ci si accorda con l'insegnante, che siamo noi, più un'altra insegnante madrelingua che ci dà una mano, sull'approccio migliore. Quindi è sempre personalizzato in base allo studente.

E poi un'altra cosa molto importante: noi ci muoviamo sia su lezioni individuali, online e in presenza, sia su piccoli gruppi. Non sforiamo mai un certo numero all'interno della classe, anche nei gruppi che prepariamo per gli esami Cambridge, proprio per garantire l'attenzione continua e per fare in modo che la qualità resti veramente alta. Perché, come probabilmente saprai, anche nelle scuole statali ci sono tantissimi progetti Cambridge, che però purtroppo coinvolgono numeri molto grandi. Quindi cerchiamo di fare la differenza, cerchiamo di essere un'eccellenza.

Abbiamo aperto solamente a settembre, però stiamo avendo già tante soddisfazioni e tanto riscontro dalla comunità, ringraziamo pubblicamente tutti i nostri studenti e i nostri supporter. È questo: il concentrarsi sulla persona singola con un approccio adatto, capire la personalità della persona che ti sta di fronte, gli scopi, le tempistiche che ha per raggiungere determinati obiettivi. C'è un mondo.

Martina — Avete menzionato che siete aperte da poco, da settembre: sono molto felice di sentire che avete già avuto le vostre gratificazioni in questo breve lasso di tempo. Vi chiedo allora se c'è qualche sfida in particolare che avete incontrato nel gestire una scuola di lingue, e come l'avete affrontata.

Federica — Sicuramente il fatto di essere donne imprenditrici: già questo all'inizio è stato un po' challenging, a partire dai lavori fatti nella struttura. Dirigere dei lavori, avere a che fare con gli operai, con i professionisti vari: quello non è stato facile. Poi, come dicevamo prima, noi ci occupiamo di tutto, dalla gestione al lesson planning ai contatti con le famiglie e con i genitori. Anche questo non è facilissimo, no? Soprattutto all'inizio, quando devi guadagnarti la fiducia dei bimbi più piccoli, che però poi, una volta immessi nel processo, diventano parte integrante, anzi sono le nostre mascotte, sono il nostro punto di forza.

Maria Laura — E poi ci dedichiamo tanto anche ai laboratori, di vario tipo, che svolgiamo principalmente in occasione delle chiusure scolastiche canoniche: per supportare un po' i genitori e per dare l'opportunità a questi bambini di fare qualcosa di carino e strutturato anche in giornate, tra virgolette, vuote. E anche altri laboratori il sabato, dove a volte presentiamo libri dell'infanzia. Le idee sono infinite, come ti dicevo, ma avendo aperto solo a settembre anche mettere tutto a calendario non è facilissimo.

Federica — Poi c'è la gestione della burocrazia italiana, non facilissima — però ce la caviamo. E poi incastrare il tutto: incastrare tutto, perché viviamo in un mondo che si muove molto velocemente, dove le famiglie e i bambini stessi sono veramente pieni di impegni di qualunque tipo, scherma, judo, karate, ginnastica artistica, catechismo e quant'altro. Quindi anche in base alle richieste che riceviamo, formare i corsi e i gruppi diventa a volte veramente challenging.

Martina — Una sfida, esatto. Allora ragazze, io vi ringrazio per averci permesso di entrare in questa fantastica realtà che è FEM Learning Hub.

Federica e Maria Laura — Grazie, alla prossima.

Conclusione

Grazie a Martina e a tutta la redazione di Storytime per l'invito e per le domande.

Se dopo averci ascoltate vi è venuta voglia di fare due chiacchiere anche con noi, sapete dove trovarci: siamo in via Caliri 102 a Cava de' Tirreni, e il modo più veloce per parlarci è scriverci.

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